Endodonzia

 

L’endodonzia è la parte dell’odontoiatria che cura le malattie e lesioni della polpa dentale.

La polpa dentale è il soffice tessuto che contiene i vasi sanguigni e il tessuto connettivo e nervoso (nervo) del dente. Si trova nel canale che scorre all’interno della radice del dente.

La corona (la parte di dente visibile sopra la gengiva) contiene la camera pulpare.

La polpa si estende dalla camera pulpare attraverso il canale radicolare fino all’apice della radice.

I denti anteriori di solito hanno una sola radice e un solo canale, i premolari una o due radici e uno o due canali; i molari hanno normalmente tre radici e tre o quattro (a volte anche cinque!) canali radicolari.

 

CHE COS’È LA CURA CANALARE?

La cura canalare (detta anche trattamento endodontico o devitalizzazione) consiste nella rimozione della polpa dentale e dei residui batterici dall’interno del canale radicolare, con l’allargamento dello stesso e la disinfezione e il successivo riempimento del canale con materiale inerte, in modo da evitare la proliferazione di batteri al suo interno.

Con la cura canalare denti anche molto danneggiati, possono essere salvati evitando di essere estratti.

Le CARIE PROFONDE: sono il motivo principale per cui si arriva a dover trattare i canali radicolari del dente.

La carie inizia penetrando lo strato esterno dello smalto dentale creando una cavità. Se questo processo non viene fermato in tempo, la carie continua danneggiando la polpa del dente, che muore e va in gangrena.

 

TRAUMI: in alcuni casi, traumi al dente (incidenti stradali o

sportivi), possono danneggiarne la polpa.

 

ALTRE CAUSE: malattie parodontali gravi, fratture dentali.

 

PERCHÉ’ E’ NECESSARIA LA CURA CANALARE?

Quando il dente è danneggiato da carie profonde, traumi o altre cause, i batteri e le loro tossine possono penetrare nella polpa dentale provocando un’infiammazione che può essere molto dolorosa (pulpite) e portare a perdita di vitalità del dente. Se questa situazione, non viene trattata con una cura canalare, può formarsi un’infiammazione accompagnata da dolore e gonfiore (ascesso).

Anche nei casi in cui non si avverte dolore, le tossine liberate dai batteri, possono danneggiare l’osso di sostegno, dove si forma il granuloma, che tende a ingrandirsi, e può trasformarsi in cisti, causando nei casi più gravi la perdita del dente.

 

PERCHÉ’ NON CONVIENE ESTRARRE IL DENTE?

Ci sono molti svantaggi nel perdere i denti naturali: se un dente perso, non viene sostituito, i denti adiacenti possono spostarsi dalla loro normale posizione.

Denti storti o affollati oltre a compromettere la normale masticazione, sono più difficili da pulire favorendo l’insorgere di carie e disturbi gengivali (malattie parodontali).

Sostituire un dente estratto (con un impianto o un ponte) è più costoso di una cura canalare e comporta, a volte, interventi anche ai denti adiacenti a quello mancante.

Se il dente non viene sostituito, i denti rimasti possono spostarsi.

CHE COSA ASPETTARSI DALLA CURA CANALARE?

Tra una seduta e l’altra di cura canalare possono compari­re sensibilità e leggero gonfiore, normalmente risolvibili con farmaci analgesici ed eventualmente antibiotici.

Finché la cura non viene completata ed il dente ricostruito, vanno evitati cibi troppo duri, che potrebbero provocare la frattura della parte di dente scampata alla distruzione della carie o del trauma.

Sensibilità alla percussione o alla masticazione possono durare per qualche settimana dopo che la cura canalare è stata terminata.. Nei casi in cui i sintomi persistano più a lungo, può essere necessaria una rivalutazione del dente.

Anche se il trattamento di cura canalare, ha una percentuale di successo molto alta, vi sono casi in cui complicazioni, come infezioni dopo la cura, richiedono ulteriori trattamenti o addirittura l’estrazione del dente.

Un dente trattato con la cura canalare è più fragile di un dente vitale, per cui molto spesso richiede di essere ricoperto con una capsula per evitare fratture.

 

Nel caso in cui un dente abbia già subito una cura canalare, ma presenti dei problemi, quali dolore persistente, ascessi o granulomi, si può procedere con il ritrattamento canalare.

Questo rappresenta il tentativo di mantenere il dente e non estrarlo, ma ha una percentuale di successo più bassa.

La procedura è simile a quella della cura canalare, con la differenza che si opera su un dente già “maneggiato” e prima di tutto bisogna togliere quanto è stato lasciato nei canali radicolari e poi raggiungerne l’apice, per poi poter procedere con la disinfezione e il riempimento canalare come nella cura di un dente “vergine”.

 

QUALI SONO LE FASI DELLA CURA CANALARE?

 

Dente con infezione causata da carie profonda e penetrante

 

Viene creata un’apertura attraverso la corona, per raggiungere la camera pulpare.

 

La polpa è rimossa, il canale radicolare è pulito, allargato e preparato per essere riempito..

 

Quando ci sono le condizioni opportune, la camera pulpare e i canali radicolari vengono riempiti e sigillati permanentemente con un materiale inerte e biocompatibile (di solito guttaperca). Normalmente, tra una seduta e /’altro sulla cavità del dente viene messa una otturazione con pasta provvisoria.

 

Un perno di metallo o dì fibra di silice è messo nel canale del dente per dare sostegno alla sua ricostruzione.

 La corona del dente viene ricoperta con una capsula o corona protesica per proteggere il dente dalle forze della masticazione ed evitare fratture che potrebbero portare alla perdita del dente.

Dopo che la terapia è stata completata, i controlli periodici (normalmente ogni sei mesi) sono fondamentali per la salute del dente sottoposto a cura canalare.Controlli regolari associati ad una scrupolosa igiene orale, oltre a mantenere sani denti e gengive permettono al dente curato di durare a lungo!